È capitato a tutti – magari in un istante di sbadataggine – di aver infranto una ciotola, un vaso o un piatto appartenuto al «servizio buono». L’Occidente ci insegna la filosofia della rassegnazione: raccogliamo i pezzi e li gettiamo via a malincuore. L’Oriente ci suggerisce di ridare una seconda vita agli oggetti in ceramica e in porcellana – e, in senso traslato, alla nostra vita.
È quanto accade nel Kintsugi, la lunga tradizione nipponica che si serve di una combinazione di resina e oro per mettere in risalto le fratture di un artefatto, così rendere omaggio alla sua storia.
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Quest’oggi ne vedremo delle belle!
La suggestiva tradizione d’Oriente non è digiuna di pratiche dal significato millenario. Il Kintsugi rientra tra queste: la riparazione degli oggetti di uso comune mediante raffinatissime colate in oro consente di rinsaldare insieme i frammenti, aumentando il valore di vasi, ciotole e chi più ne ha, più ne metta!
La domanda sorge, dunque, spontanea: quali sono le origini di una pratica tanto inusuale?
Per scoprirlo, dobbiamo risalire al ‘400 e immergerci nella congrega dei ceramisti nipponici più influenti del Paese. La leggenda narra che lo Shogun Ashikaga Yoshimasa della dinastia Ashikaga abbia inavvertitamente rotto, un (bel?) giorno, la propria tazza da tè preferita.
Il sovrano la spedì in Cina nella speranza che gli esperti manifatturieri conoscessero una strategia per riparare il danno. Tuttavia, gli artigiani del vicino Oriente si servirono di punteggiature e legature metalliche invadenti sul piano estetico, gettando Ashikaga Yoshimasa nello sconforto più totale.
Furono soltanto i ceramisti del suo Paese che – dopo lunghe riflessioni – decisero di riparare l’artefatto dell’Imperatore in maniera… innovativa!
Passiamo alla pratica! Di base, la tecnica del Kintsugi richiede mano ferma, materiali di provenienza nipponica e un’ottima competenza nei lavori di precisione. Tuttavia, non è difficile riprodurre il risultato del Kintsugi [West Edition].
Avrai bisogno di:
Incolla con la supercolla i pezzi del vaso. In una ciotola, mescola le due componenti della resina epossidica. La resina Liquid Glass, reperibili su Reschimica, ha un rapporto di catalisi di 1:1 [100 grammi di componente A per 100 grammi di componente B]. Leggi le specifiche d’uso sulla scatola e nella confezione prima di metterti all’opera! Infine, aggiungi la polvere dorata e mescola con il pennellino fino a ottenere un risultato omogeneo. Utilizza la resina per decorare con un pennello il vaso precedentemente riparato.
Dopo aver spalmato la resina e aver atteso un paio di minuti, ripeti l’operazione su tutte le crepe del vaso.
Intingilo nella resina e ripassa i punti in cui l’incollatura non straborda dai frammenti, affinché la decorazione dorata si espanda anche al di là della giuntura.
Lascia asciugare per qualche ora: noterai che la rifinitura in oro assumerà un colore brillante e intenso tra i solchi del tuo artefatto in ceramica.
In aggiunta, nel caso in cui non disponessi di tutti i pezzi del tuo vaso, serviti della resina epossidica dorata per colmare i vuoti. Renderai il risultato finale ancor più unico e raffinato.
In alternativa, possiamo vagliare un secondo procedimento che consiste nell’utilizzare esclusivamente la resina trasparente e di dipingerla in un secondo momento con il colore dorato.
La pratica nipponica del Kintsugi si è diffusa in Italia soltanto di recente in virtù della sua forte componente meditativa. La metafora che si cela dietro il «rimettere insieme i pezzi» consente di abbracciare una filosofia di vita in cui s’impara a darsi e dare una seconda chance.
Ed ecco che, a poco a poco, l’esperienza DIY del Kintsugi potrà trasformarsi in un ottimo passatempo per svuotare la mente dalle preoccupazioni e donare bellezza agli oggetti del presente e del passato che amiamo di più.
2 Comments
Ciao, ho provato questo procedimento con la resina Liquid Glass ma non ho avuto il minimo successo. Nel mio caso ho provato con un piccolo vaso.
In primis, non capisco come mai parliate di colla quando nella lista dei materiali necessari non è inclusa. Quindi non capisco se intendete che si debba mescolare la resina con una colla in rapporto 3:1 (che tipo di colla peraltro?), o se intendete che si debba mescolate 3 parti di resina con 1 di pigmento.
Nel mio caso ho provato a usare la resina come colla, con prevedibile risultato fallimentare visto che è una resina estremamente fluida.
Ho quindi provato ad incollare i pezzi con un’altra colla, ed applicare la resina in superficie. Anche in questo caso il risultato è stato pessimo: la resina è molto liquida e scorre verso il basso.
La liquid glass è eccellente per le colate, ma non capisco a cosa possa servire in questo caso. Volevo quindi chiedervi consiglio a riguardo.
ciao Ettore,
ci dispiace che il tuo progetto non sia andato a buon fine, siamo sicuri che il prossimo tentativo andrà sicuramente meglio!
Di seguito puoi trovare la lista degli occorrenti per il progetto come riportato sull’articolo
Avrai bisogno di:
– Un oggetto rotto in ceramica o in porcellana.
– Resina Liquid Glass
– Pigmento dorato
– Bacchette e cucchiaini in silicone per mescolare la resina.
– Pennellino a punta fine per le rifiniture
– Super colla per multisuperfici.
La Colla non deve essere mescolata con la resina, ma usata proprio come colla per rimettere insieme i pezzi.
Va benissimo una qualsiasi super-colla per multisuperfici.
Utilizza la resina per decorare con un pennello il vaso precedentemente riparato.
Dopo aver spalmato la resina e aver atteso un paio di minuti, ripeti l’operazione su tutte le crepe del vaso.
Per qualsiasi altro dubbio non esitare a contattarci e buona creatività!