E quando realizzi una candela in uno stampo complesso, sai che non basta una bella forma per ottenere un risultato perfetto. Ogni pezzo racconta una storia, ma è lo stoppino a darle voce. Se non è scelto e posizionato correttamente, anche la candela più affascinante rischia di non bruciare in modo uniforme.
In questo articolo voglio accompagnarti passo dopo passo su come adattare lo stoppino a stampi complessi: forme geometriche, scultoree, floreali o con spessori irregolari. Se ami creare candele artigianali, scoprirai quanto questo dettaglio tecnico possa trasformare completamente il risultato finale.
Quando parlo di stampi complessi mi riferisco a forme con rientranze, sottosquadri, livelli differenti o variazioni di spessore. In questi casi non posso scegliere lo stoppino “a intuito”. Devo progettare la combustione.
I criteri principali sono:
– Diametro massimo della candela
– Altezza complessiva
– Tipo di cera utilizzata
– Distribuzione della massa
Se utilizzo cera d’api pura, che trovi nella sezione dedicata sul nostro shop https://www.reschimica.com/it/ , so che brucia più lentamente ed è più densa rispetto ad altre cere. Questo significa che potrebbe richiedere uno stoppino leggermente più strutturato per garantire una fusione uniforme.
In generale:
– Fino a 5 cm di diametro: stoppino piccolo
– 6–8 cm: stoppino medio
– Oltre 8 cm: stoppino grande o doppio stoppino
La forma conta quanto il diametro. Se una candela è larga in basso ma stretta in alto, devo valutare quale parte voglio che fonda in modo più uniforme.
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La bellezza sta nelle imperfezioni, ma la combustione deve essere precisa.
Negli stampi complessi la centratura è fondamentale. Procedo sempre così:
– Fisso la base dello stoppino con adesivo specifico o con una piccola quantità di cera calda
– Tendo lo stoppino verso l’alto
– Lo blocco con una barra centratore, una molletta o un bastoncino
Se lo stampo presenta una zona con maggiore quantità di cera, posso leggermente inclinare lo stoppino verso quell’area per favorire una combustione più omogenea.
La fase di fissaggio determina l’equilibrio finale. Se lo stoppino si sposta durante la colata, il risultato sarà una candela che brucia in modo irregolare.
Quando lavoro con stampi ricchi di texture o cavità profonde, devo prevedere il percorso della fiamma.
In questi casi:
– Inserisco lo stoppino prima di chiudere eventuali stampi a due parti
– Controllo che sia perfettamente verticale
– Verso la cera lentamente per evitare spostamenti
Se realizzo io stessa lo stampo, scelgo gomme siliconiche elastiche e resistenti che permettono una riproduzione precisa dei dettagli. Puoi trovare tutte le gomme siliconiche nella sezione dedicata del nostro shop https://www.reschimica.com/it/
Un buon stampo facilita anche il corretto posizionamento dello stoppino e la successiva sformatura.
Le candele verticali o scultoree richiedono maggiore attenzione.
In questi casi:
– Utilizzo uno stoppino più rigido
– Verso la cera in modo controllato
– Ricontrollo l’allineamento dopo pochi minuti
Se necessario, correggo delicatamente la posizione quando la cera è ancora morbida. Anche una lieve inclinazione può compromettere la combustione e creare un consumo irregolare.
Il valore è nelle mani che creano, ma anche nei test che scegliamo di fare.
Non salto mai la prova di combustione. Accendo la candela per alcune ore e osservo:
– La fiamma è stabile
– La piscina di fusione si espande in modo uniforme
– Non si crea effetto tunnel
– Non c’è eccessiva fumosità
Se la cera non raggiunge quasi i bordi, lo stoppino è troppo piccolo.
Se la fiamma è troppo alta o instabile, lo stoppino è troppo grande.
Ogni modifica è parte del processo creativo. La pazienza è ciò che rende un progetto professionale.
