Uno stampo che si rompe durante l’uso non è solo un incidente sfortunato. Nella maggior parte dei casi è il risultato di una serie di piccoli errori accumulati nelle fasi precedenti: scelta del silicone, spessore insufficiente, progettazione errata o utilizzo improprio durante la sformatura.
La rottura dello stampo è uno degli errori più costosi, perché arriva quando il lavoro sembra già finito. Il modello è pronto, lo stampo è stato realizzato, magari ha già prodotto alcune copie. Poi, improvvisamente, un taglio, uno strappo o una lacerazione lo rendono inutilizzabile.
Capire perché uno stampo si rompe e come prevenire questo problema è fondamentale per aumentare la durata degli stampi e lavorare in modo professionale.
La causa più comune è lo spessore insufficiente. Uno stampo troppo sottile non è in grado di assorbire le sollecitazioni meccaniche ripetute durante la sformatura, soprattutto nei punti critici come sottosquadri, angoli e zone strette.
Un’altra causa frequente è l’uso di un silicone con durezza non adatta. Un silicone troppo morbido può allungarsi eccessivamente e lacerarsi, mentre uno troppo rigido può rompersi se sottoposto a flessioni forzate.
Anche una progettazione sbagliata dello stampo contribuisce in modo decisivo. Stampi in un solo pezzo utilizzati su modelli complessi, mancanza di linee di divisione o tagli di sformo improvvisati aumentano drasticamente il rischio di rottura.
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Molti stampi si rompono non durante la colata, ma durante la sformatura. Tirare, piegare o “strappare” il silicone per liberare la copia sottopone il materiale a stress elevati e ripetuti.
Ogni sformatura forzata lascia micro-danni invisibili che, col tempo, si trasformano in strappi evidenti. Il problema è che spesso la rottura avviene all’improvviso, senza segnali evidenti nelle colate precedenti.
Una sformatura corretta deve essere fluida, controllata e prevedibile. Se richiede forza, qualcosa nel processo non sta funzionando.
Il tipo di materiale utilizzato per le copie influisce molto sulla durata dello stampo. Resine rigide, cariche abrasive o materiali che sviluppano calore durante la polimerizzazione aumentano lo stress sul silicone.
Anche l’uso di distaccanti inadeguati o l’assenza totale di distaccante può rendere la sformatura più aggressiva del necessario, accelerando l’usura dello stampo.
La prevenzione inizia dalla progettazione. Uno stampo deve avere uno spessore adeguato, uniforme e coerente con il tipo di utilizzo previsto. Se lo stampo deve produrre molte copie, deve essere progettato per durare.
La scelta del silicone è altrettanto importante. Durezza, elasticità e resistenza allo strappo devono essere compatibili con la geometria del modello e con il tipo di materiale colato.
È fondamentale anche adottare una tecnica di sformatura corretta, evitando torsioni eccessive e lavorando sempre con calma. Se uno stampo oppone resistenza, fermarsi e rivedere il processo è sempre meglio che forzare.
Piccole crepe, zone che diventano più sottili, perdita di elasticità o difficoltà crescenti nella sformatura sono segnali che lo stampo sta cedendo. Ignorarli significa arrivare inevitabilmente alla rottura.
In questi casi, ridurre il numero di colate, usare più distaccante o realizzare una copia di backup dello stampo può evitare di perdere il lavoro.
Uno degli errori più comuni è continuare a usare uno stampo già danneggiato, sperando che “regga ancora”. Un altro errore è adattare uno stampo nato per poche colate a un uso intensivo.
Anche non considerare l’invecchiamento del silicone è un errore. Con il tempo, anche gli stampi migliori perdono elasticità e resistenza.
Prima di iniziare una serie di colate, verifica che lo stampo non presenti segni di usura, che lo spessore sia adeguato, che il distaccante sia compatibile e che la sformatura avvenga senza sforzo. Se uno di questi elementi non è sotto controllo, il rischio di rottura aumenta.
Uno stampo che dura nel tempo non è frutto del caso, ma di scelte corrette fatte fin dall’inizio. Progettazione, materiale, spessore e utilizzo lavorano insieme per determinare la vita dello stampo.
Quando smetti di “spingere” il silicone oltre i suoi limiti e inizi a lavorare in modo consapevole, la rottura dello stampo diventa un’eccezione, non la regola.
