Uno degli errori più subdoli nella realizzazione di stampi in gomma siliconica è l’utilizzo di modelli porosi non sigillati. È un errore che spesso non si nota subito, perché durante la colata tutto sembra procedere correttamente. Il silicone scorre, copre il modello e catalizza. Il problema emerge solo al momento della sformatura, quando è ormai troppo tardi.
Legno, gesso, ceramica, cemento, stampa 3D non trattata e alcuni materiali naturali sono superfici porose. Questo significa che presentano micro-cavità invisibili a occhio nudo, nelle quali il silicone può penetrare durante la colata. Se il modello non viene sigillato prima, il silicone crea un’ancoraggio meccanico che rende la separazione difficile, se non impossibile.
Questo errore può compromettere sia lo stampo sia il modello originale, con conseguenze spesso irreversibili.
La gomma siliconica, soprattutto allo stato liquido, è progettata per penetrare nei dettagli più fini. È proprio questa caratteristica a renderla ideale per la riproduzione di texture e incisioni. Tuttavia, su un modello poroso, il silicone non distingue tra “dettaglio” e “porosità”.
Durante la colata, il silicone entra nei pori del materiale e, una volta catalizzato, si incastra fisicamente all’interno della superficie. Anche utilizzando un distaccante, se il modello non è stato sigillato correttamente, il rischio di adesione rimane elevato.
Il risultato è uno stampo che fa fatica a staccarsi, con strappi, superfici rovinate e perdita di definizione.
Il primo rischio è danneggiare il modello originale. Parti di legno, gesso o ceramica possono staccarsi insieme al silicone, lasciando il modello inutilizzabile o fortemente compromesso.
Il secondo rischio riguarda lo stampo. Durante una sformatura forzata, il silicone può lacerarsi, soprattutto nelle zone sottili o nei sottosquadri. Anche se lo stampo sembra integro, micro-strappi interni ridurranno drasticamente la sua durata nel tempo.
Infine, i dettagli dello stampo risulteranno irregolari. La superficie interna potrà presentare micro-granulosità o zone opache che si ripeteranno su ogni replica successiva.
Tutti i materiali porosi devono essere sigillati prima della colata del silicone. Tra i più comuni ci sono legno grezzo, MDF, gesso, ceramica non smaltata, cemento, pietra naturale e modelli stampati in 3D con filamenti porosi.
Anche alcune resine, se carteggiate o opacizzate, possono diventare leggermente assorbenti e beneficiare di una sigillatura preventiva.
La regola è semplice: se il materiale assorbe acqua, probabilmente assorbirà anche il silicone.
La sigillatura crea una barriera superficiale che chiude i pori del materiale e rende la superficie liscia e compatta. Esistono diversi metodi, da scegliere in base al tipo di modello e al livello di dettaglio.
Primer, vernici acriliche trasparenti, resine fluide o isolanti specifici sono le soluzioni più utilizzate. L’importante è applicare il prodotto in modo uniforme, senza colature e senza accumuli nei dettagli.
Spesso è preferibile applicare più mani sottili piuttosto che una sola mano spessa. Tra una mano e l’altra è fondamentale rispettare i tempi di asciugatura.
Una volta completata la sigillatura, il modello deve risultare asciutto, liscio al tatto e visivamente uniforme.
Un errore molto comune è pensare che il distaccante possa sostituire la sigillatura. In realtà svolgono due funzioni diverse. La sigillatura chiude i pori del materiale, mentre il distaccante facilita la separazione tra silicone e modello.
Su un modello poroso non sigillato, il distaccante da solo non è sufficiente. La combinazione corretta è sempre sigillatura + distaccante.
Uno degli errori più frequenti è sigillare in modo frettoloso, lasciando zone scoperte o applicando il prodotto in modo irregolare. Anche una piccola area non sigillata può compromettere l’intero stampo.
Un altro errore è non lasciare asciugare completamente il sigillante. L’umidità residua può interferire con la catalisi del silicone e creare difetti superficiali.
Infine, evitare prodotti troppo spessi o lucidi se il modello presenta dettagli fini. In questi casi, meglio utilizzare sigillanti fluidi che non “smussino” le forme.
Prima di colare il silicone, verifica che il modello sia completamente sigillato, asciutto e uniforme. Passa un dito sulla superficie: se senti ruvidità o assorbimento, la sigillatura non è sufficiente. Solo dopo applica il distaccante e procedi con la colata.
L’uso di modelli porosi non sigillati è uno di quegli errori che sembrano piccoli, ma che possono distruggere ore di lavoro. La sigillatura non è un passaggio opzionale, ma una vera e propria fase di preparazione del modello.
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Quando impari a trattare correttamente le superfici prima della colata, il silicone lavora meglio, lo stampo dura di più e il risultato finale diventa prevedibile, pulito e professionale.
